...**FiLoSoFoBrUcIaNdO**...
lunedì, luglio 02, 2007
Una volta facevo il liceo classico, sapevo scrivere ed esprimermi verbalmente in modo piuttosto corretto nella lingua italiana di cui facevo un uso creativo e allo stesso tempo originale e il tutto mi piaceva e la cosa riusciva anche bene.
Un giorno smisi di fare il liceo classico e mi dimenticai dove sta l'italiano, cosa vuol dire scrivere e cosa sono gli avverbi.

Talvolta la parola "condizionale" mi risulta nuova ma mi vanto ancora di saper usare qualche congiuntivo.
Forse questo e' il motivo per cui molte volte mi astengo dallo scrivere qua sopra anche perche' e' passato cosi' tanto tempo dalle mie peripezie scolastico/musicali che non ho piu' tutte quelle frivolezze di cui parlare ma posso ancora andare fiera del fatto che mi e' rimasto il vizio di dare soprannomi stupidi o di continuare ogni tanto ad inventare nuove parole.
Ora ammazzo il tempo studiando traduzione e trascrizione del DNA e durante le mie frequentissime pause cerco nei libri di storia il nome di un qualsiasi personaggio storico non troppo cacofonico per cercare di affidarlo al gruppo -musicale n.d.r.- che con tanto amore e altrettanta casualita' ho formato nella radiosa citta' in cui mi trovo a studiare Interamnia Urbs nomata.
Ammmore a voi.
Io son felice.
sabato, gennaio 20, 2007
...
Ehm
Sono tante le cose che mi piacciono ma di solito me le dimentico tutte fino a che qualcuno non nomina una di quelle cose e allora subito mi accorgo che quelle cose piacciono anche a me.
Per esempio, a me piace Canova ma ho quasi dimenticato tutto.
Gli anni passati io non facevo altro che girare per casa con vocabolari e antologie e imparavo traduzioni e leggevo la metrica, studiavo Sofocle, mi dilettavo nella lettura delle Metamorfosi del mio -scusate se poco- conterraneo Ovidio, facevo altari e formulavo preghiere la notte prima dell'esame di italiano per Svevo e mi ero ripromessa di leggere tutti tutti i libri di Calvino.
Adesso passo pomeriggi con esercizi di matematica che comunque per quanto brutti possano essere alla fine sono divertenti cosi' come gli esercizi di chimica sul ph argomento sul quale posso dire di essere ferrata.Adesso vorrei andare a riprendere uno di quei libri e rileggermi le odi di Saffo o i versi di Catullo.
Miser Catulle desinas ineptire...e' quello che ricordo.
Ora io, quasi dieci giorni dopo aver fatto vent'anni, sto.
Tutto va bene, tutto e' come dovrebbe essere ma io sto.
Io rivoglio il mio liceo
Io rivoglio i miei boys adesso dispersi all over Italy
Io rivoglio i miei pomeriggi
Io rivoglio i miei viaggi sull'auto
ma...
Alla fine abitare nella casa sulla collina e' piacevole
Alla fine il mio coinquilino mi fa le punture quando sto male e non mi lascia morire
Alla fine le persone che ho conosciuto mi vogliono bene
Alla fine anche se io non so come ti chiami, so che tu sai il mio nome
Alla fine i miei boys li rivedo comunque
Alla fine...
domenica, novembre 26, 2006
-Samuel me la regala questa_
E' inutile sai,
il male che fa [e adesso il discorso si fa leggermente complesso che per descrivervi tutte le sfumature della situazione ci vorrebbero almeno due vite la mia e la sua]il peso di un bacio [puo’ far anche male ma non ci avrei mai rinunciato]
L'hai dato soltanto [e io poi non ho sbagliato niente]
perchè eri da solo. [in verita’ ti dico che c’ero anch’io]
La colpa dov'è?! [un concorso di colpa?]
Qua intorno non c'è
Sai dirmi tu dov'è?! [da qualche parte tra il polo nord e l’equatore]
In un giorno che piove [la pioggia dentro la mia testa, sulle mie spalle, sulle mie ferite, sulle mie ammaccature]
Un giorno che tu
ti senti inutile [lunedi’, martedi’, mercoledi’, giovedi’, venerdi’ no perche’ torno a casa e sono felice, sabato, domenica]
Coriandoli a natale [che se penso a natale penso all’esame di matematica...ohh ecco l’ho detto]
Ed ancora troppo [e magari mischiarmi di nuovo a tizi mediocri, stanca perche’ io invece voglio solo te]
troppo stanco per ricominciare. [anche perche’ adesso ho altre priorita’ e perdere tempo e’ l’ultima cosa che ho voglia di fare]
Ma scometto che poi..
Tu te ne andrai [non mi piace scommettere perche’ perdo sempre ma volendo potrebbe anche essere vero]
E' semplice ma.. [alla fine non c’e’ bisogno di ragionarci sulle cose stanno cosi’ sic et simpliciter]
ma non dire che
la vita ti prende
soltanto alle spalle. [beh diciamo che me lo sono andata a cercare]
E' inutile sai
vorrei ma non puoi, toccarmi nel cuore[di nuovo?] , entrarmi negli occhi[ancora?] [e tu?]
-mah alla fine poteva andare peggio-
Qualcuno diceva che avevo abbandonato...tie' (occhiolino)
giovedì, settembre 21, 2006
_sAi sole_
Mi viene da ridere, forse quello stesso sorriso isterico che avevo all’esame di stato ma mi viene da ridere.
Passo un periodo di salute incerta mentale e fisica e come sempre sono gli altri a provocarmi questa agitazione psico fisica.
Che bello vero? Dare sempre la colpa agli altri del proprio malessere.
La colpa e’ mia, le azioni sono le mie, le reazioni sono le mie.
Alla fine sono un essere umano dotato –si suppone- di una discreta intelligenza e quindi capace di comprendere le diverse situazioni e agire di conseguenza.
Ma Veronica non ci riesce, Veronica sta, aspetta, Veronica non si muove, e’ mossa.
Ma Veronica prima o poi si stufera’, una volta l’ha fatto, sa come si fa, puo’ benissimo farlo di nuovo, se solo volesse.
Se te ne vai mi porti con te.
Perche' se forse adesso sei arrivato mi piacerebbe che tu sapessi che ti ho accompagnato con il pensiero per tutto il viaggio.
(Vero ricorda)
sabato, agosto 12, 2006
Scrivo di questa giornata senza riuscire neanche a capire se sia stata io stessa a viverla questa giornata senza saper dare una qualche spiegazione a questa giornata, senza descriverla tantomeno.
L'unica cosa che sento in questo momento e' il mio battere le dita sulla tastiera del mio Vaio e il ronzio quasi ipnotico di un computer che sta lavorando ad un'ora in cui magari preferirebbe dormire, sognare, morire.
A volte capita che nella propria vita ad un tratto ci si trovi a non fare praticamente nulla e a doversi per forza trovare a fare progetti, progetti a gogo che ti occupano la mente e ti disordinano le giornate ti stimolano il telefono e ti ingolfano messenger.
Dovrei magari riuscire a stare un po' da sola con me e pensare senza dovermi per forza ritrovare alla fase della commiserazione slash vittimismo perche' ,diciamocelo, cosi' fa proprio schifo.
A volte dovrei riuscire a capire che chiodo non schiaccia chiodo e che comunque sia io i chiodi non li so schiacchiare anche se ci provo.
Smettere di progettare e fermarsi un po' a pensare non e' poi cosi' tanto sbagliato.
Sbagliato potrebbe essere il guardarsi indietro e vedere tutto perfetto e magari desiderare tornare a quel tempo in un momento in cui forse chissa' boh non ci si sente poi cosi' fanDastici.
Che mi succede?
martedì, giugno 20, 2006
...Passare la notte in compagnia di persone che ami e stimi dal piu’ profondo non e’ solo un piacere ma soprattutto un onore.
Mangiare con loro, ridere con loro, avere scambi di battute e divertenti giochi di mano, ascoltare musica discreta, consumare un cicchetto dopo aver fatto un brindisi, perdersi nei loro occhi, sorseggiare assenzio, gustare cornetti alle prime ore del nuovo giorno, pogare al mare quando ancora non e’ di nessuno, rabbrividire e ballare in mezzo alla strada davanti scuola un vecchio successo di Rettore...ieri...
Yesterday came suddenly...
(tutti i mesi che ho passato lontano da qua possono essere riassunti in queste righe, questo e' quello che ho fatto...questo quello che amo, e chiedo scusa per la lunga assenza.)
giovedì, novembre 03, 2005
E mi verrebbe da prendere a testate quella dementissima faccetta ammiccante di splinder, perche' nessuno a me puo' dire di essere paziente...specialmente con quella faccia ***
Allora, non saluto perche' tanto sarebbe scontato, e' tanto che manco qua, ma che dico, non e' vero, non e' tanto.
Comunque volevo solo informarmi che e' stata resa pubblica la prima immagine ufficiale della mia cicatrice Gretta che qualcuno ha avuto la sfortuna ( che dico fortuna) di vedere dal vivo e in questo caso ammicco in maniera estrema senza pero' avere quella faccia (tre asterischi) che splinder ti piazza di fronte quando ti chiede gentilmente di essere paziente.
Oggi mi sono ubriacata di omosessuali (li adoro) e ho trovato la canzone che vorrei che qualcuno mi regalasse e poi ho fatto un sogno bellissimo di cui ricordo molto poco ma che mi ha lasciato una sensazione meravigliosamente positiva che mi ha accompagnato a scuola e mi ha anche offerto un quarto di pizzetta a ricreazione perche' dovete sapere che Veronica ha detto No ai carboidrati Si alla morte per fame. Il risultato e' che da una settimana non vedo pasta e pane.
Perche'? si chiederanno i lettori che passeranno-e-non di qua.
Perche' mi piace far spaventare mia nonna. Scherzo.
Sono fatti miei.
Eh lo so cosa stanno pensando le persone che mi conoscono attraverso questo coso dal breve nome (blog), stanno pensando che:
1- sono piu' incomprensibile di prima
2- le cose incomprensibili che dicevo prima erano migliori delle cose incomprensibili che dico ora.
Beh.
OOoooouooo sweet child o' miiiinee
venerdì, settembre 16, 2005
Mi sto di nuovo dimenticando come si scrive.
Ma questo non e' un problema perche' alla fine non ho mai saputo come fare.
Cambio la canzone che sto ascoltando perche' sapete se non ci sono i Coldplay non mi viene l'ispirazione.
E sto parlando di Coldplay, io.
Io che qualche mese fa mentre preparavo una birra 0.2 alla spina mi lamentavo con la mia compagnia di sventure della loro musica.
Qualcuno disse e continua a dire, mai dire mai.
E oggi e' venerdi'.
E domani e' sabato.
And I will try to fix you.
Se solo qualcuno capisse cosa vuol dire, beh, mi piacerebbe che quel qualcuno ogni tanto mi dicesse qualcosa di simile.
Una volta io a quel qualcuno dissi If you'll never try you'll never know.
Nessuno mi prende mai sul serio, e io non mi lamento.
No. Mi viene proprio da ridere.
Perche'? Perche' sto facendo di nuovo quello che facevo cinque anni fa a quest'ora o sette mesi fa a quest'ora o tradici settimane fas a quest'ora.
Someone once wrote a song for me.
Una volta chiesi una canzone per la mia festa, ma nessuno mi ha creduto e nessuno mi ha regalato una canzone.

Mi regalate una canzone?
sabato, luglio 02, 2005
...ma è un addestramento mentre attendo...
Notte, una di quelle calde notti rinfrescati da un malizioso vento fresco che serve solo a riempirti gli occhi di lacrime.
Poi il pavimento caldo, cotto dal sole pomeridiano, che attende solo di riscaldarti il sedere mentre seduto nel mezzo della notte ascolti il quartiere dormire.
Altre immagini mi scorrono sotto gli occhi e noto con mio grande dispiacere che racconto immagini non fatti per il semplice motivo che i fatti non riesco a raccontarli, per me sono tutte immagini, queste appunto.

Le mani tra i capelli e una guancia calda contro la tua.
Qualcosa di morbido e poi un brivido lungo la schiena.
Niente e nessuno.
Ma e' (stato) tutto cosi' dolce.
...che io m'accorga che so respirare...
domenica, giugno 19, 2005
...'Cause it's a bittersweet symphony, this life...
Guidata dalla mia leggendaria nullafacenza forzata mi accingo di nuovo a occupare un po' di spazio con i miei scritti, sto quasi contaminando questo mondo, dovrei risparmiarmele certe cose ma io non sono certo una persona retta e di giudizio per cui ecco un nuovo brano tutto per voi o per te.
Quanto dura una vita?
La bicicletta, ormai e' assodato, stimola le mie riflessioni.
Sebbene il viaggio verso la mia meta sia meno duraturo di quello dell'anno scorso, io continuo a pensare e a farmi domande.
Una vita quanto dura?
Si', dico, quel periodo in cui uno si diverte in cui non ci sono dolori di schiena a trattenerti a casa tra mille antidolorifici, quel periodo nel quale sei ancora in grado di correre o di lavare i piatti senza lamentarti dei dolori.
Quanto tempo mi rimane per continuare a divertirmi, per ascoltare ancora e ancora cose senza senso, quanto tempo mi rimane per potermia ncora schifare delle zozzerie che dicono quelli dell'ultimo banco. Quanto tempo ho ancora per innamorarmi, per potermi permettere di fare cazzate ecco.
Quanto tempo ho prima che farsi un tatuaggio diventi patetico. (Non che voglia tatuare questa splendida pelle che mi ritrovo -;o))-)
Una vita, intendo non il tempo totale che una persona passa su questa terra in condizione di totale passivita'.
Forse dovrei riformulare la domanda.
Quanto tempo dura una vita attiva?
Quanto ancora durera' questo entusiasmo, questa fiducia negli esseri umani e nelle potenzialita' del singolo, quanto tempo ho ancora per essere ottimista e per continuare a sorridere senza avere paura delle rughe di espressione, quanto tempo?
Quanto tempo ancora mi rimane per amare in questa maniera?
Per cancellare e riprendere tutto come fosse niente ogni volta? Quanto ancora potro' godere delle gioie dell'amore e folleggiare, quanto tempo ancora ho per correre dietro a una caparezza?
E quanto ancora ne resta di tempo per gustarmi al buio un bel temporale estivo con le finestre aperte mentre dondolo sulle note del mio Jeff per tutta la casa deserta?
Per quanto ancora potro' andare in giro con i pantaloni bassi? O portare i lacci delle scarpe legate ai polsi? Per quanto ancora mi sara' lecito prendere in giro le persone facendomi passare per portoghese, che poi il portoghese non lo conosco mica cosi' bene?
Per quanto ancora tutto questo sara' concesso?
E in questo caso devo perche' voglio citare il titolo di un blog che in questo caso ci sta a fagiuolo:
I'm gonna stay young until I die
-un occhilino per te, Jup se stai leggendo-
Le risposte le troverete nel prossimo post. Abbiate pazienza...;O) (come dice il simpatico sig.Splinder)
...No change, I can't change...
domenica, giugno 12, 2005
...That's me in the spotlight...
Dopo aver scoperto che i treni sono i miei mezzi di locomozione preferita prendo e scrivo.
Ebbene successe.
Io andai all'Heineken Jammin Festival, successe davvero anche se non ho braccialetti verdi a fare da garanzia, vi garantisco io che ieri c'ero.
Adoro la gente folle per la musica, la gente che davanti a te alza le mani e urla e ti costringe a vedere tutto dal maxischermo, adoro le bottiglie d'acqua che vanno volando da una parte all'altra, adoro la leggera brezza che ti rallegra la giornata e ti illude che il sole non e' poi cosi' forte mentre la tua pelle si sta lentamente annerendo e/o spellando.
Adoro e dico adoro la gente di Maria e a buon intenditore poche parole.
Adoro la musica, la musica dal vivo, adoro ascoltarne di nuova e magari apprezzarla anche, adoro i cantanti che non parlano italiano e sanno dire solo thank you, la gentilissima Shirley Manson celeberrima cantante dei Garbage ci delizio' con un elenco delle parole italiano che conosceva -grazie mille, buonissimo, bellissimo- accompagnandole da un dolce e flebile excuse me.

E noi ti scusiamo cara Shirley, non per qualcosa, e' solo perche' adoro i tuoi capelli.
Adoro -Eh adoro?- ascoltare Holiday mentre una banda di pseudo dementi ma pur sempre divertiti e divertenti zompano come scimmie urlatrici da una parte all'altra incuranti di una giovane ragazza che urla loro incazzata ma pur sempre con grazia un gentilissimo -Bastaaardii!!-.
Adoro la musica sotto le stelle, accompagnata da un po' di birra, buona compagnia, distesa per terra a canticchiare le canzoni dei REM mentre si cerca di chiamare per telefono la mamma -che e' sempre la mamma- per farle ascoltare la canzone.
Che faccio ci torno?
Ci torno ci torno.
...Losing my religion...
domenica, maggio 29, 2005
...Crystalize illusion shine...
Sei sparito, nessuno piu' ti ha ascoltato, ti sei sciolto nell'acqua e nell'acqua hai affogato i tuoi sogni.
Ma l'acqua non ti ha ucciso, sono rimaste le canzoni, le emozioni, il tuo amore, il tuo cuore, la verita' che cantavi e le lacrime che piangevi, la musica che componevi e le ottave che raggiungevi, e' rimasta l'immagine di un ragazzotto timido e gentile che si trasformava in un' anima ribelle a suon di musica, la sua. Rimane l'immagine di un uomo che sapeva incantare, sapeva giocare, sapeva cantare.
E' rimasta quella testa scura che scuote quei capelli d'ebano sudati e in parte appiccicati alla fronte, quegli occhi tristi e tanto intensi.
Sei rimasto tu.
Mio Jeff.
...You left some stars in my belly...

martedì, maggio 03, 2005
My baby drove up in a brand new Cadillac
E sono qui che con la mia solita colonna sonora -i clash al momento- ricomincio a formulare pensieri.
Ebbene dopo essermi detersa il corpo facendo quella che i comuni mortali chiamano "doccia", mi siedo e comincio a pensare.
A che cosa poi si potrebbe pensare?
Prima di lavarle le mie mani sapevano ancora dell'odore polveroso della palla da pallavolo della scuola, di ringhiera, di soldi, dei cinquanta cents che la macchina che mi tiene in vita -distributore automatico di schifezze- mi ha rubato lasciandomi a stomaco vuoto.
Le mie orecchie erano reduci da una prova, approfittando dell'assemblea d'istituto abbiamo fatto le ultime prove e c'e' un piano che poco ci convince il che mi portara' ad occupare tutto il mio intenso pomeriggio di studio.
La mia bocca ha ancora la forma delle parole che ho scambiato con i miei uomini, la mia crew, le dita fanno ancora un po' male per colpa dei barre' che non so neanche come si scrivono, che poi io non devo neanche suonare, ma provate a farmi vedere una chitarra e io DEVO averla.
Ma adesso sono qua, nel silenzio assoluto, il ritmico suono della tastiera che rimbomba nella mia testa, mi passa attraverso le orecchie assieme al fruscio del vento che entra dalla finestra aperta, un'atmosfera-caldo insonora tipica di quest'orario.
I capelli legati.
Gli occhi che bruciano.
She ain't coming back to me
mercoledì, aprile 20, 2005
..take me away from this big bad world...
Oggi ho incontrato una strana persona.
Mi inseguiva nei vicoli stretti della citta’ mentre mi accingevo a raggiungere la fermata del 38 allegramente camminando ondeggiando la testa di qua e di la’ perche’ mi piace vedere i capelli che fanno su e giu’ –in fondo sono ancora una bambina che convince le amiche a tagliarsi i capelli per averli piu’ lunghi delle altre, e’ vero-
Mi sono girata di scatto ed era come avere davanti a me uno specchio...
Mi tornano in mente gli ultimi miei quattro anni, le paure nei tuffi dal trampolino, il costume che si spostava, le guance rosse, i capelli dietro le orecchie, le salite ripide mentre sei seduto dietro sul motorino, le pizze di mezzanotte, le liti dei cocomeri, i denti di dracula, le cattiverie su miss italia.
Un flash e poi il vento e a poco a poco i contorni si sono deformati e la persona e’ volata via.
A volte vorrei tornare indietro per essere di nuovo lei.
...and agree to marry me...
martedì, aprile 05, 2005
…If I thought that it would change your mind…
Momento di ispirazione #1
-Arrivi in un momento della giornata in cui sei particolarmente ispirato e comincia a fare pensieri di ogni tipo tanto da cominciare ad avvertire quello strano ronzio che hai in testa e hai paura che le persone sull’auto lo possano sentire.
Una volta comunicai telepaticamente con uno sconosciuto.
Accadde che Veronica penso’ riferendosi all’incognito sull’auto-Hey!Heeey!Hey, lo so che mi senti...siii lo so che mi senti. Smettila di ascoltare i miei pensieri, ssssmettila, smettila!- mentre guardava in cagnesco il malcapitato che accortosi dello sguardo, con un espressione allo stesso modo inquietante si giro’ dall’altra parte lasciando Veronica alle sue folli considerazioni.
Odio quando la gente ascolta i miei pensieri.
Momento di ispirazione #2
-Arrivi in un momento della giornata in cui hai improvvisamente fame e non hai voglia di cucinare (Veronica cucina? No! Ma davvero! Ah questa notizia mi lascia allibito nonche’ sconcertato oh santa padella benedetta!) (perdonatemi per questa uscita da scuola materna di suore dove io andai tanto tempo fa).
Cosa si fa? Si telefona alla dolce signora che fa le pizze e te ne ordini una bella bella calda e profumata.
Accade che la signora in quel momento si sente ispirata come voi e allora comincia con l’ammonimento di non andare a riprendere la pizza con quel forte ritardo della scorsa volta, di aspettare due secondi che serve il cliente, che se noi abbiamo fame non dobbiamo farci problemi a mangiare che poi quelli vengono da soli...che se mi piace la pizza col parmigiano lei volendo me la potrebbe fare, ma poi come si fa la pizza col parmigiano? Ci vuoi anche i funghi?
“Vorrei una pizza scenografica”.
Momento di ispirazione #3
-Arrivi in un momento della giornata che devi attraversare la strada in un posto dove le strisce pedonali non esistono e il semaforo non si vede neanche col binocolo.
Accade che se sei una bella squinzia con tanto di attributi ti ritrovi file e file di macchine bloccate per farti passare e farti quel sorrisetto furbetto al tuo gesto di ringraziamento (tuo della squinzia).
Il problema e’ questo, se sei una bella squinzia a casa ci arrivi, se non lo sei puoi fare il vigile urbano in mezzo della strada che stai fresco se speri di poter passare.
Non devo attraversare col rosso, non devo attraversare col rosso, non devo attraversare col rosso...
Momento di sipirazione #4
-Arrivi in un momento della giornata in cui ti ritrovi a passeggiare per il centro con un tuo zio di bell’aspetto e alquanto avvenente.
Accade che incontri un amicodi un amico di famiglia alquanto deficiente (dal verbo deficio) di cervello che conosce lo zio e che conosce te e chiede “lei e’ la sua signora?”.
Mi piacerebbe mostrarvi la mia faccia in quel momento.
…Hiding the tears in my eyes 'cause boys don't cry…
domenica, marzo 27, 2005
…Nothing real, I just can’t deal...
Una sedia con le ruote una di quelle che si avvita con l’altezza regolabile, magari un po’ piu’ alta in modo da poter far ciondolare le gambe senza che queste tocchino per terra.
Prendere la rincorsa e girare per casa a velocita’ massima sul bolide che gira su se stesso e allo stesso momento si sfracella contro la porta chiusa del bagno al ritmo della cover fatta dai Futureheads di Hounds of Love.
Oppure farsi trascinare sulla suddetta sedia magari da un animale da soma o da un normale fratello che poi possibilmente non pretendi di fare a cambio.
Poi c’e’ il salto sul letto che da quando ha la rete nuova da poca soddisfazione.
Poi c’e’ lo scivolo sulla ringhiera come Mary Poppins ma dopo tre volte ti bruciano le mani e le cosce.
Poi c’e’ la lap dance con il palo che regge i fili per appendere i panni.
Poi c’e’ la battaglia con i pop-corn mentre si cerca di imparare altre parolacce da Notting Hill.
Poi ci sono le cadute dalla vecchissima sedia a dondolo che perde pezzi e ti fa stare seduto con mezzo sedere nel vuoto.
Poi c’e’ l’amaca che dondola furiosamente e vedi tutti i triangolini saturi di pelle nuda che straborda e si arrossa.
Poi c’e’ la sensazione di soffocamento dell’acqua alta al mare.
Poi ci sono le gare di chi salta piu’ scale e quelle di chi le sale a due a due a tre a tre a quattro a quattro.
Poi ci sono le partite di tennis con i frutti ignoti della palma.
Poi c’e’ lo scheletro della vecchia antalena da onorare con tutte le soddisfazioni che ci ha dato.
Poi c’e’ il ramo che ospitava sempre il mio sedere che a vederlo adesso sembra cosi’ fragile che ci salirei di nuovo solo per vedere se mi riconosce e non si rompe.
Poi c’e’ il panorama che si vede dalla soffitta, se ci si spinge ancora su si vede il mare e se ti giri dall’altra parte puoi vedere l’appennino innevato.
Poi...?
...With this...
domenica, marzo 13, 2005
...hello darkness my old friend...
E mentre la musica accompagna sempre e fedelmente ogni momento della mia vita, Veronica comincia ad accorgersi dei diversi tipi umani la’ fuori perche’ ultimamente ha giocato a fare l’asceta e non vedeva altra gente che le solite amate facce buone e non.
Il mondo di fuori dico, quello che quando tu esci parla da solo per strada.
Quello che ti chiede il nome mentre tutto sudato per la corsa sui rollerblade che tieni in mano, soffri per il male ai piedi che ti fanno le scarpe nuove senza le calze, quello che ti saluta sull’auto, quello che ti ignora a scuola, quel mondo.
Tendo a cancellare le persone con molta facilita’ e a chiudere un libro senza finire di leggerlo molto spesso e questo NON vva Bbeene!
Quel mondo mi inquieta ma mi diverte troppo, lo sapete tutti bene che mi piace vedermi migliore degli altri, che poi migliore non e’ la parola giusta, diversa it’s the most suitable!
Che se ci pensiamo bene siamo tutti “migliori” degli altri.
E poi ho notato che credo alle metafore ma non ho un’intelligenza sopra la norma il che certamente non mi puo’ importare di meno perche’ faccio poco uso di quella mediocre intelligenza che ultimamente mi e’ rimasta, vado piu’ a istinto e penso alle bolle nei bicchieri di coca-cola quando qualcuno mi fa una domanda.
L’unica cosa che mi resta e’ la musica e qualche battuta di Dirty Dancing “nessuno puo’ mettere Baby in un angolo...”.
E’ rilevante il fatto che stia ascoltando Simon and Garfunkel?
...I’ve come to talk with you again...
lunedì, febbraio 28, 2005
...you don’t care for me and walk away... I ricordi sono tutti strani, a volte sono davvero crudeli. Ti ritrovi seduta sulla panchina leggendo un libro che ti hanno prestato e hai gli auricolari alle orecchie che ti cullano al ritmo non-martellante delle dolci inquietanti-e-non canzoni di Maximilian Hecker mentre pensi che stai tradendo Jeff con un simpatico ariano dalla voce dolce e profondamente innamorato di una certa Rose quando... Bam Ti viene in mente quella cosa. Ti ricordi di quando andavi con l’autobus con tuo padre e una truppa di cugini, di come era divertente stare sull’auto e di come tormentavamo il mio papo tutti quanti per farci fare un giro come fosse una giostra...menomale che una volta mi piaceva. Collego papa’ con Vero bambina e mi ricordo dell’appuntamento del sabato pomeriggio dopo averlo passato con i bambini vandali dell’azione cattolica –ebbene si’ anche io ero caduta nella rete, ma me ne sono allontanata in fretta non preoccupatevi, non mi ci vedevo a festeggiare la festa del “ciao” nel gruppo delle “api industriose”- quando andavamo io e mio fratello nel Toys ‘r us e mi rifacevo gli occhi nel reparto dei libri...e’ cosi’ che sono finita dieci anni dopo a passare i sabati nel Feltrinelli del centro. Mentre finisce di passarti nella mente questo straccio di ricordo, ecco che cominci a pensare a Robbie Williams...e che c’entra adesso Robbie Williams? Penso a quella che l’ha baciato, penso alla fortuna -?- e alla sfiga di questa tizia, penso che io suono la chitarra meglio di lui, penso alla canzone che ha scritto per la sua nonna e penso alla mia nonna e penso al mio nonno. E poi sono triste. La tristezza dura il tempo di un altro ricordo, di quando sentivo il suo odore sul suo cuscino oppure di quando mi aiutava a fare il solfeggio cantato e di come sapesse benissimo la musica e tutte le note sopra e sotto il pentagramma in tutte e sette le chiavi. Mi ricordo le chiavi, la chiave di casa, che mi scordo sempre di levare dalla porta e dell’altra sera che abbiamo dormito con la porta aperta. E poi mi ricordo del mio primo giorno di pre-gita. Avevo chiuso la porta con la chiave dentro e abbiamo chiamato il vicino di casa con la scala che e’ entrato dalla finestra del bagno e ci ha aperto la porta, la mia unica preoccupazione era di non riuscire a vedere i simpson. E poi e’ arrivato l’autobus e per alzarmi ho perso un’auricolare e i ricordi se ne sono andati via sotto l’autobus e sono entrati nel finestrino delle macchine in fila al semaforo. ...that’s what you do...
sabato, febbraio 19, 2005
...It's good to be greeeeeeen...
La mia e’ una brillante pensata, ossia andare in vacanza per l’Europa con soli 300 euro che e’ la cifra che riusciro’ ad elemosinare a tutti coloro che –dicesi tirchi- di solito per sborsare un eurino tanto carino ci mettono due settimane, della mia famiglia (il che fa anche di me stessa un tirchia DOC e se volete vi mostro anche il certificato, c’e’ scritto “tirchia per tradizione familiare, geneticamente attestato”).
E ok, la prima premessa e’ questa.
rockstar
spogliarellista
lavapiatti
artista di strada
pittrice
massaggatricei ambulantei –che poi mi stufo in fretta-
poetessa maledetta
rammendatrice di bottoni ambulanti
indovina
chiromante
Intanto si aspetta l’estate,
poi si decidera’.
possesso del mio corpo, in seguito, dara’ nomi carini come pasquale o rodolfo.
Per quanto riguarda la prima principale il soggetto e’ sottinteso (io) e il verbo e’ in grassetto in blu.
Dopo una serie di subordinate c’e’ un’altra principale nella quale soggetto e’ in rosso grassetto e il verbo e’ sembre in blu grassetto.
Se non si capisce lo stesso oppure ci sono errori nella mia spiegazioni pregasi rivolgersi al mio manager.
...anyoooooooone anyoooooone anyooone no no no no...
le foto fanno schifo perche' sono fatte col cellulare
venerdì, febbraio 11, 2005
…I hate to feel the love between us die…
...
Siediti e ascoltami.
Magari hai le mani fredde, mettile in tasca, riscaldale o se vuoi ignorale.
Guardami e promettimi che per i prossimi dieci minuti farai parlare solo me e ti prego di rispettare questo mio ordine perche’ non riuscirei ad andare avanti se mi si presentasse un interruzione e sai bene che la tua voce mi fa uno strano effetto.
E’ un anno.
Smettila di dondolare la testa.
Quello che faccio e’ sbagliato, ancora di piu’ quello che fai tu, ma non sono qui a giudicarti, non lo farei mai, perche’ ti istigherei a farlo con me.
Bene.
Sei la persona che sogno, quella che ho sempre voluto, quella che inconsciamente ho sempre aspettato, quella a cui indirizzavo tutte le mie lettere, quella che usavo per misurare gli altri.
Non ridere che mi fai perdere il filo.
Avevo calcolato tutto quanto, tutto proprio.
Pensavo che forse calcolando ogni situazione, ogni risposta, ogni atteggiamento, ogni movimento, ogni tono di voce sarei stata pronta ad affrontare ogni situazione.
Non ci sono riuscita.
\Non sono cosi’ forte come sembravo.
Con un piccone hai abbattuto il mio muro o forse con un semplice soffio?
Non dovevi farlo, dovevi avvisarmi, avrei rinforzato il muro, avrei chiamato qualcuno, mi sarei allontanata, avrei cambiato dimora, ma come facevo se piu’ non c’eri e piu’ ero io che rosicchiavo il mio muro, come se ti implorassi di distruggerlo?
La colpa e’ mia.
Mi domando come tutto sia potuto succedere.
Che fai adesso? Non ridi piu’?
Che peccato perche’ e’ cosi’ bello il tuo sorriso.
NO
Non parlare ancora.
Ho freddo, senza il mio muro lo sai?
Non puoi riscaldarmi tu, lo so.
Per questo
Amore mio
Ma ne vado.
...
...but It’s over...
sabato, febbraio 05, 2005
Io sono blu
...Non puoi entrare dentro e chiedere se hanno dello scotch solo perche’ non ti si chiude la busta...
E invece io lo faccio
Non troverai nessuno che ti dia lo scotch
Ci credo perche’ tu non lo porti mai!
Ma quando mai uno va in giro con lo scotch!
A me serve ora e tu non ce l’hai, se l’avessi messo in borsa ora avresti saputo il motivo per cui avresti dello scotch con te
Non sono il tuo servitore
Non lo eri, adesso lo devi diventare!
(per il corso quarto ginnasio, uscita da scuola)
...
Ecco adesso siamo entrate e la gente comincera’ ad additarci e a parlare alle nostre spalle e quando tu scenderai additeranno me e diranno l’un l’altro –guardatela e’ lei la scema!-
(sull’autobus, sempre)
...
Ecco adesso mi giro cosi’ potrete parlarmi alle spalle quanto volete.
...
Avete finito di fare le facce oppure volete continuare ancora un altro po’?
Vero’ vai a chiedere il conto.
22.50 euri
Raga’ cacciate la calcolatrice
No la calcolatrice la caccio io...
(fast food)
...
Jeff e’ bravo, fai questa al concerto, il concorso quello che e’.
Non la capiscono, c’e’ bisogno di uno studio profondo di Jeff prima di capire le sue canzoni.
Piooove!!!
(ed fisica)
...
Non ti sedera la’.
Perche’?
Perche’ c’e’ la pipi’
Ancora con questa pipi’?
(all’entrata a scuola)
...
Io metterei in risalto quel 5 minuti che paura.
...
Capisco tre quarti d’ora, mezz’ora, ma cinque minuti che paura!
...
(film durante l’ora di storia)
...
Ma perche’ piangi?
...
Perche’ piangi?
Era mio!
NON ERA TUO!
(all’entrata di scuola)
...
Guarda quella foto, io sono seduta sugli scalini e leggo un libro, tu sei seduta sul balcona la’ fuori e guardi il mare LC invece non si sa che fa la in mezzo alla porta e KW prende il sole sopra e non si vede nella foto.
Ah giusto ci sta l’ombra
E sotto le scale ci sta il bagno
Certo il bagno all’aperto
...
Io sto in primo piano ovviamente, ci sta una persona che tenta di aprire la finestra che qua e’ chiusa e quindi la persona non si vede perche’ la finestra e’ chiusa, LC sta in mezzo alla porta non si sa che vuole fa come terzo incomodo e tu stai la’ nello sfondo.
(cena con una bella foto di Santorini davanti)
...
Che stai facendo?
...
OOOHH
Ehh?
Che’?
Stavo pensando a Richard Gere.
(non ricordo)
...
Ma stiamo parlando di Glen Close non di Mandy Moore!
Chi e’ Mandy Moore?
La sorella di Demi Moore, figlia di Thomas Moore.
(non ricordo)
...
Torna subito all’ospedale!
(dialogo con un gatto sgattaiolato fuori dallo studio del veterinario)